In campo medico la condotta negligente (cioè quel comportamento omissivo che contrasta le norme comuni di buon senso che può determinare il verificarsi di un evento dannoso o pericoloso), è un concetto non unitario, poiché bisogna tener conto di numerosi elementi.

La valutazione del grado di colpa medica, in caso di lesioni o morte, presuppone la preliminare disamina del caso da parte di un avvocato esperto in responsabilità medica e di un consulente medico legale indipendente, che dovranno porre l’attenzione sul tipo di attività che il medico ha compiuto.

Nei casi di interventi di routine, il mancato raggiungimento di un risultato positivo, viene assunto come circostanza che fa presumere la negligenza nell'esecuzione della prestazione.

Nel caso di interventi di particolare difficoltà, per dimostrare l’eventuale negligenza del sanitario si dovrà dimostrare con precisione il modo di esecuzione dell’intervento operatorio in tutte le sue fasi e l’eventuale colpa grave del medico o dolo.

Sei stato licenziato?

Lo sapevi che…

Il licenziamento a sua volta può essere disposto per giusta causa o giustificato motivo soggettivo e per giustificato motivo oggettivo, che il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare in forma scritta al lavoratore, specificando i motivi che hanno determinato il licenziamento, motivi che per legge non posso essere più modificati.

E’ inefficace il licenziamento intimato verbalmente, o comunque senza forma scritta.
Da considerarsi sempre nullo è il licenziamento discriminatorio, cioè il provvedimento determinato da ragioni di fede religiosa o di credo politico.

Qualora il lavoratore ritenga il licenziamento illegittimo può impugnarlo, entro 60 giorni dalla sua comunicazione o dalla comunicazione dei motivi, attraverso qualsiasi atto scritto idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore licenziato, anche stragiudiziale, anche tramite lettera raccomandata spedita al datore di lavoro.

Il lavoratore può scegliere di impugnare il licenziamento direttamente in via giudiziale.

Spetta sempre al giudice, al di là delle giustificazioni addotte dal datore di lavoro, ricercare la vera ragione che sorregge (o meglio, non può sorreggere) il licenziamento, ed applicare così la corrispondente tutela.

La separazione è una situazione temporanea che incide sui diritti e i doveri che nascono con il matrimonio. Infatti, intervenuta la separazione, marito e moglie mantengono la qualità di coniugi, ma vengono meno i doveri di coabitazione e di fedeltà che discendono dal matrimonio e rimane a carico di ciascun coniuge l'obbligo di mantenere, educare e istruire i figli e l'obbligo di assistenza materiale verso il coniuge economicamente più debole. La separazione può essere: - legale: si ha nel momento in cui si chiede l'intervento di un giudice e può essere consensuale o giudiziale; - di fatto: non comporta l'intervento di un giudice.

Vuoi un consiglio in materia di separazione?

 

Il divorzio è l'istituto giuridico che permette lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio quando tra i coniugi è venuta meno la comunione spirituale e materiale di vita ed essa non può essere in nessun caso ricostituita.

Anche il procedimento di divorzio può seguire, come per la separazione, due percorsi alternativi, a secondo che vi sia o meno il consenso dei coniugi:

DIVORZIO CONGIUNTO: quando c'è l'accordo dei coniugi su tutte le condizioni, in questo caso il ricorso è presentato congiuntamente da entrambi i coniugi;

DIVORZIO GIUDIZIALE: quando non c'è l' accordo dei coniugi sulle condizioni, in questo caso il divorzio può essere presentato anche da un solo coniuge.

Con il divorzio, marito e moglie mutano il loro precedente status di coniuge e possono contrarre nuove nozze. La donna perde il cognome del marito. Con la sentenza di divorzio, si estinguono gli effetti civili giuridici del matrimonio e vengono quindi meno i diritti e gli obblighi derivanti dallo stesso.

La vita condominiale nel corso degli anni si è complicata, una delle cause principali è sicuramente la crisi economico-finanziaria che stiamo attraversando: aumentano i contrasti sulle spese condominiali, i ritardi di pagamento e quindi le morosità; inoltre ogni amministratore di condominio deve tener conto di altri elementi legislativi, quali le norme sulle barriere architettoniche, sul risparmio energetico, sui parcheggi, la sicurezza di edifici e degli impianti.

Quindi vivere in un condominio può creare discordie e contrasti tra i diversi condomini, che possono sfociare in vere e proprie cause condominiali.

Le liti condominiali portano alla necessità di farsi assistere da un legale esperto nella consulenza in materia di condominio, comunione e comproprietà. Ci si rivolge all'avvocato quando l'amministratore non basta più a dirimere il conflitto.

 

Vuoi risolvere velocemente il tuo problema?

Richiedi ora una consulenza online!